sabato 2 marzo 2013

Green greenways of home, pt.2

Sveglia alle cinque e mezza. Marocco e brioche al bar della stazione. Sul treno delle 6.28 Torino-La Spezia. Discesa a Genova Sampierdarena, secondo caffè al volo e trasferimento dal binario 1 al binario 6 per prendere il regionale per Savona. Arrivo a Savona, discesa a razzo dal sottopassaggio del binario 6, salita a razzo del sottopassaggio del binario 3, il regionale Torino-Ventimiglia compare all'orizzonte. Viaggio-lumaca con fermate pressochè ovunque (compresa sosta-monstre di venti minuti ad Alassio per attendere incrocio con intercity da Ventimiglia). Finalmente, alle 10.30, i miei piedi toccano il suolo della stazione di Sanremo, quasi mi verrebbe da baciare la terra. La riviera di Ponente, per me terra pressochè ignota essendo da sempre stato un frequentatore della riviera di Levante, è servita in gran parte dall'antica linea ottocentesca, completata nel 1872. Alcuni suoi tratti sono assolutamente spettacolari, aggrappate alla roccia e con il mare poco sotto, ma per la frenetica vita di oggi metterci tre ore per fare meno di 150 chilometri è veramente troppo. Esco dall'orribile nuova stazione sotterranea e inizio a scarpinare. Prima di tutto vado a visitarmi il centro storico, con i suoi caruggi e l'antico duomo dedicato a San Siro, che contiene al suo interno le spoglie del patrono della città, ovvero...San Romolo. (Cosa? San Remo allora che cosa centra? Appunto: risolvere il mistero una volta tornato a casa!) poi mi fiondo sulla ciclabile per la seconda parte della mia escursione di archeologia ferroviaria. Da Sanremo a S.Lorenzo al Mare, venti chilometri a piedi là dove una volta sferragliavano i treni.
In uscita da Sanremo




La giornata è serena, più fredda di ieri. Cammino di buon passo, costeggiando la Villa Nobel ed uscendo gradualmente dalla città, sino a raggiungere la zona della "Spiaggia dei Tre Ponti". La ferrovia inizia a prendere quota rispetto alla strada, mentre il panorama si apre verso occidente. La ciclabile è decisamente ben frequentata: ciclisti e pedoni vanno e vengono in continuazione.



Interno di una galleria




Proseguendo, inizia una serie di gallerie, complete di illuminazioni e "rivestite" in modo da evitare fastidiosi gocciolamenti sulla testa che "tagliano" Capo Verde, e attraverso Bussana, raggiungono Arma di Taggia. La zona della ex-stazione è in rifacimento, in parte sventrata. Mi fermo sul lungomare a mangiarmi un panino, e poi riparto.


...Da magazzino merci a magazzino bevande...




Piano piano la ciclabile si alza di quota e si allontana dal mare. Raggiungo così Riva Ligure e la vicina Santo Stefano al Mare. Il magazzino merci della ex-stazione è stato trasformato in un bar per i turisti. Poco oltre la pista, oltrepassata la stazione, "taglia" in mezzo a un gruppo di case. Il passaggio è strettissimo. Ma possibile che davvero i treni passassero di qui?

Naah...impossibile che ci passasse un treno!
...e invece sì! (da http://www.miol.it/stagniweb)

Proseguendo, si percorre la zona degli Aregai di Cipressa. Il paesaggio si apre nuovamente, la ciclabile prosegue seguendo la costa. con ampie curve. C'è meno gente che nei paesi, ovviamente, ma l'andirivieni di biciclette continua.
Panorama presso gli Aregai di Cipressa

Siamo ormai nei pressi della galleria di Capo Nero, la più lunga di questo tratto: un chilometro e mezzo che conduce quasi all'ingresso di San Lorenzo al Mare. Per chi non vuole percorrerla (fa un po' freddino...) è possibile un percorso alternativo. Io ovviamente non penso neanche minimamente a una deviazione: mi rinchiudo nel giaccone e inizio ad allungare il passo. Alla folle velocità di quasi 7 km/h in una decina di minuti  "esco a riveder le stelle".



...Sono fuori dal tunnel!

Ancora un tratto e raggiungo la ex-stazione di S. Lorenzo al Mare. Qui c'è un ultimo gazebo per l'affitto (e la restituzione) delle biciclette. La pista ciclabile si conclude qua: il binario è ancora asportato per qualche centinaio di metri. Poco oltre infatti sbuca, in viadotto, la linea "nuova" che si innesta sul tracciato ottocentesco e dopo un altro spettacolare tratto a picco sul mare raggiunge Imperia. Per me è invece la fine della camminata, se voglio evitare di essere travolto dalle auto sull'Aurelia. Aspetto un bus che mi porta alla stazione di Imperia Porto Maurizio, e da qui rientrerò a casa. Sono stati due giorni piacevoli, mi sono riempito gli occhi di paesaggi marittimi e preso un po' di sole. Particolare non secondario: ho smaltito le abbuffate natalizie e sono così pronto alle abbuffate dell'ultimo dell'anno. Mmm...pensandoci bene, meglio che mi programmi un altro paio di giorni di camminate a inizio gennaio...

"...Stazione di S.Lorenzo-Cipressa..." (da http://www.miol.it/stagniweb)

"...Termine corsa del treno..."