venerdì 2 agosto 2013

Quel vetro dalla forma strana

Non passo spesso, nei miei "tour" ferroviari, da Bologna. Ma ogni tanto mi è capitato, magari tornando dalle vacanze in Trentino, di fermarmi lì per cambiare treno. Bologna è, ferroviariamente parlando, un po' il "cuore" dell'Italia ferroviaria, in una posizione centrale da cui in qualche modo chi viaggia deve passare.  Sul primo binario c'è un vetro dalla forma strana, non si può non notarlo.  Lo scoppio, le urla, la disperazione, i feriti, i morti, le indagini, i depistaggi, le polemiche: Avevo quattro anni quando avvenne, per cui non ho alcun ricordo "vivo" di quel 2 agosto. Ma quando passo da Bologna Centrale e soffermo il mio sguardo su quel vetro dalla forma strana,  mentre attorno a me la folla dei pendolari e dei passeggeri continua a passare, quasi ignara di quello che probabilmente è ormai "parte" del suo paesaggio quotidiano, non riesco a non provare un brivido di orrore. 

I nomi sulla lapide dall'altra parte sono importanti, sono quanto rimane di quelle vite spezzate. Ma lo squarcio che quel vetro dalla forma strana mostra ai passeggeri del primo binario è molto più evocativo, per me.In quel vetro c'è tutto.Il dolore, la rabbia, la memoria, la voglia di giustizia.
Non dimentichiamo. Mai. 









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