sabato 7 febbraio 2015

Barfußpfad

Da Wikipedia.de:

"Ein Barfußpfad ist eine Gehstrecke, auf der durch Barfußlaufen besondere Sinneseindrucke und die damit verbundene Entspannung erlebt werden können."

Le semplici, comprensibili parole in tedesco qui riportate descrivono l’oggetto (Barfußpfad = sentiero da percorrere a piedi nudi) ed enunciano la filosofia legata a questa attività: riscoprire le sensazioni legate al camminare a piedi nudi, sensazioni che ovviamente abbiamo perso con l’invenzione delle calzature, e la maggior parte di noi si limita a provare nel tragitto tra la sdraio e il mare, maledicendo per lo più la sabbia rovente. Nelle zone di area tedesca a quanto pare esistono numerosi percorsi, di varia lunghezza, attrezzati per far provare tale esperienza. Uno di questi sentieri è in Svizzera, nel cantone di Appenzell, e poiché nella primavera del 2009 mi trovo in zona per le vacanze pasquali (base a St.Gallen) e ne parla financo la mia Lonely Planet, ecco che lo metto immediatamente in lista tra le cose da fare assolutamente!

Dopo la colazione, dal mio hotel raggiungo la stazione di St.Gallen: Dieci minuti di treno e sono a Herisau, dove, in faccia alla stazione delle SBB (le Ferrovie Federali svizzere) parte una delle linee a scartamento ridotto che servono il cantone di Appenzell. Pochi minuti di attesa ed ecco il mio trenino, semivuoto, che va proprio verso il capoluogo del Cantone. Ma non farò tutta la tratta, mi fermerò invece nella stazione di Jakobsbad, dove ha inizio il sentiero.

Si avvicina il controllore. Mentre estraggo il mio biglietto inter-rail dal portafoglio, per un attimo sono tentato di chiedergli se è vero quello che ho letto in rete, e cioè che il capotreno stesso raccoglie le scarpe dei turisti che decidono di fare il percorso a piedi, lasciando poi le calzature nella stazione di arrivo del percorso. Poi la diffidenza, la timidezza e forse anche il timore di ammorbare l’aria del vagone togliendomi le scarpe, mi fanno desistere dal proposito. Consegno semplicemente il biglietto, me lo faccio timbrare e lo rimetto al suo posto.

Il cartello magnifica la sensazione di pace e di benessere
dell'antica arte camminare a piedi nudi...



Scendo a Jakobsbad. Appena uscito dalla stazione mi guardo intorno: dolci colline verdeggianti ma ancora in parte coperte di neve. Dopo pochi passi trovo il cartello che indica il sentiero a piedi nudi. Curioso e un filo emozionato per l'inizio di questa esperienza, mi tolgo diligentemente scarpe e calze e le ripongo nel mio zaino…





Primo tratto...



L'Ente del Turismo di Appenzell ha pensato bene di far cominciare il sentiero su un terreno ricoperto di…boh, sembrano pezzetti di corteccia degli alberi ...Ahia. Uhi. Ohi!






...Secondo tratto...




La giornata è limpida e tutto è verde attorno. Il sentiero ricoperto di corteccia a un certo punto lascia spazio all'erba. Ah, che sollievo, penso! Errore. Attorno a me, qua e là, chiazze di neve che brillano al sole del mattino. Quindi mi trovo a calpestare di volta in volta erba impastata col fango, erba fradicia e piccoli nevaietti. Azz. Brr. Pork...!
...Terzo tratto...




Poi, di colpo, un tratto in asfalto. Vabbè, proviamo anche questo…sarà meglio della corteccia e dell’erba ghiacciata, no? No. L’asfalto, - d’altronde un paio di cadute in bici negli anni passati avrebbero dovuto ricordarmelo - non è una superficie liscia, ma ruvida, granulosa e per nulla piacevole al tatto con la pelle nuda. Ma come diavolo ha fatto Abebe Bikila a spararsi 42,175 km alle olimpiadi del ‘60 a Roma? Ahi. Ohi! Ough! Pork…Mavaff…!




Appenzeller Katze



All’improvviso, una gatta che compare da un’abitazione e mi viene incontro, miagolando e strusciandosi voluttuosamente sui miei martoriati piedi, emettendo le fusa in tutte le tonalità possibili e immaginabili, come solo i gatti sanno fare.







Pochi metri più in là, una panchina. Mi siedo, o un po’ di coccole alla gatta che mi segue...come un cane, e si struscia ovunque, poi mi asciugo alla bell’e meglio i piedi fradici con due fazzolettini, infilo le calze e le scarpe, e riprendo il Barfußweg senza più i Barfuß, eccheccavolo.

Ok, ok...un attimo e ti do una grattatina eh? :-)




Paesaggio primaverile nell'Appenzellerland
Ho resistito non più di una mezz’oretta a godermi le perdute sensazioni del camminare a piedi nudi, come facevano i nostri antenati. Probabilmente i nostri antenati non erano dei pappamolle come il sottoscritto, o avevano una scorza di pelle che rendeva le piante dei piedi dure e impermeabili come degli anfibi della Doctor Marten’s.

Il resto del percorso lo completerò pertanto con le mie scarpe da trekking leggero, godendomi decisamente meglio il paesaggio dolce e riposante e l’aria frizzantina.

Sessione di allenamento. Speriamo che sia uno in gamba altrimenti...OUCH!

La mia camminata terminerà un paio d'ore più tardi nella cittadina di Appenzell, dopo avere attraversato questa riposante zona collinare, alternando sterrato ad asfalto, e addirittura passando ai margini di un campo da golf, opportunamente segnalato con un cartello che ricorda il pericolo di essere centrati da una pallina da golf e minaccia orribili rappresaglie a congiunti e discendenti di chi osa uscire dal sentiero segnalato e calpestare la zona di gioco.

Prima riga: "Fate attenzione alle palle da golf volanti"
Cosa ho appreso da questa (piccola) esperienza?


1) In Svizzera a Pasqua si può trovare ancora neve, anche su prati esposti al sole. La neve, contrariamente a quello che ci si potrebbe aspettare, è gelata, e non diventa più calda solo perché ci batte su il sole. Ok, questo in teoria dovrei averlo imparato sin dalla più tenera età, ma è sempre bello trovarne conferma quando si è nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali (ehm...)

2)Camminare a piedi nudi è senz’altro una figata. A patto che lo si faccia d’estate, sull’erba fresca e perfettamente rasata in modo da poter vedere a occhio nudo sassi, puntine da disegno, chiodi, cacche di cane ecc.ecc.


3) Anche se la Lonely Planet è considerata un po' la Bibbia del viaggiatore, talvolta si lascia prendere dall’entusiasmo, e quindi non è che per forza vada seguita ciecamente. A tal proposito, già che mi viene in mente, devo appuntarmi da qualche parte che, casomai in futuro decidessi di girarmi l’Olanda, posso anche NON raggiungere una delle isole Frisone con una piacevole passeggiata di circa 20 km sfruttando la bassa marea, casomai passassi da quelle parti in uno dei miei prossimi viaggi...


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