| Attnang-Puchheim, ore 7.55 circa |
Sì, è davvero un altro mondo. Ordine, pulizia, neanche un minuto di ritardo in quattro giorni di viaggio. E poi, naturalmente, quel modo originale di numerare i binari. Ore otto del mattino, Attnang-Puchheim, Austria, all'incirca a metà strada tra Salisburgo e Linz. Prima sorpresa: scendo dal treno proveniente da Linz, la coincidenza mi attende al binario 21.Peccato che la stazione abbia solo cinque binari. Ma come diavolo è possibile? Semplice, i binari "di corsa" sono numerati dall'1 al 4, il quinto è un binario tronco, e per distinguerlo dagli altri lo hanno numerato col 21.
Seconda sorpresa: nelle indicazioni, sia all'inizio delle scale che portano al sottopassaggio, sia all'interno del sottopassaggio, sia sulla testata del binario 21 compare una scritta: Salzkammergutbahn. Ferrovia dei laghi del Salisburghese. Così il turista di passaggio "sa", anche senza consultare l'orario, che tutti i treni aventi origine da qui partono da quel binario, invariabilmente, con precisione teutonica.
Il treno si muove, lascia il capolinea e inizia a percorrere la linea. Scendo una mezz'oretta dopo, a Gmunden. La stazione è a due chilometri dal centro della cittadina, decido di farmela a piedi, ma se avessi voluto, fuori dalla stazione una comoda Strassenbahn (tram), con passaggi ogni mezz'ora nelle ore di "morbida", ogni 12 minuti nelle ore di punta mi deposita nei pressi della piazza principale. Da qui la vista sul lago è splendida e nel cielo terso di fine agosto spazia sino alle montagne che chiudono l'orizzonte.
| Gmunden, panorama sul Traunsee |
Passeggiando sul lungolago scopro altre due cose: una seconda stazione (Gmunden Seebahnhof), capolinea di una ferrovia turistica che raggiunge un'altra cittadina poco distante da Attnang-Puchheim (Porca miseria, a saperlo...!), e le indicazioni per una funivia che raggiunge la cima del Grunberg, a quasi 1000 metri di altitudine. Da lì, un sentiero nel bosco ottimamente segnalato in un'ora e mezza mi riporta nella cittadina. Mangiato qualcosa, torno in stazione e proseguo verso sud. La strada costeggia sinuosa il lago, sovrastata dalla ferrovia a semplice binario. Tengo il finestrino aperto per evitare i soliti fastidiosi riflessi del vetro in foto, il paesaggio lo merita.
| Mobilità alternative: ferrovia, strada e...pista ciclabile |
Scendo a Ebensee, il tempo per occupare una camera nel Gasthof adiacente alla stazione, poi ritorno indietro col treno sino a Traunkirchen. Certo, è una bella comodità avere un treno ogni ora in ogni direzione...posso così visitare la piccola parrocchiale del paesino, che custodisce un vero gioiello d'arte: il pulpito è stato scolpito in forma di barca, con ai lati Pietro e un altro apostolo che sollevano una rete stracolma di pesci, mentre in una nicchia superiore il Cristo li benedice. "Venite, vi farò pescatori di uomini", disse, ed è geniale la trasposizione dell'episodio evangelico scolpito nel pulpito: in tal modo il sacerdote, durante la predica, è dentro alla barca e si rivolge ai parrocchiani, e li "pesca", li attrae a sè con la Parola proprio come i pesci che traboccano dalla rete.
| Il pulpito della pesca miracolosa di Traunkirchen |
Non c'è molto altro da vedere nel paesino. Torno alla stazione (una semplice casupola di pietra e un marciapiede, il minimo indispensabile per permettere ai treni regionali che percorrono la tratta di fermarsi) e attendo il mio localino che mi riporta a Ebensee e al Gasthof. La giornata volge al termine, è stata decisamente intensa e proficua. Unica fregatura, non sapendo il tedesco ho ordinato una roba che credevo essere una zuppa di funghi e invece è una zuppa di pesce. Pazienza...
| Hallstatt (estate) |
La mattina dopo, proseguo lungo la Salzkammergutbahn. Il treno serpeggia nella stretta valle, passa l'importante località termale di Bad Ischl (ci andava l'imperatore Cecco Beppe a fare la cura delle acque, per cui anche la stazione è più imponente, anche se non...imperiale) per poi costeggiare un altro lago, lo Hallstattersee. La giornata è splendida e le montagne verdeggianti si specchiano nel lago. Scorgo la cittadina di Hallstatt. La stazione però è sulla sponda opposta del lago...
Ma che problema c'è? In perfetta coincidenza coi treni, un traghetto parte dalla stazioncina e raggiunge il paese (che peraltro non è raggiungibile in auto: solo i residenti possono entrarvi, gli altri hanno alcuni parcheggi appena fuori dal paese).
| Stazione di Hallstatt. Sulla sinistra l'attracco dei traghetti |
Non scendo, anche se con un po' di rammarico. Voglio arrivare a Graz e ho ancora un bel po' di strada ferrata da fare. Ma il paesino mi rimane in testa per un bel po', la posizione è idilliaca...neanche quattro mesi dopo (questa volta in macchina, durante il "tradizionale" giro per mercatini natalizi) sono di nuovo a girare tra Hallstatt, Gmunden e i laghi del salisburghese, con gli alberi e le cime circostanti spruzzati di neve. Splendido veramente...ma se non ci fossi passato col treno, avrei mai potuto scoprire questa meraviglia?
| Hallstatt (inverno) |
| Hallstatt (inverno) |
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