domenica 27 gennaio 2013

Prologo: mi piacciono i treni.

La stazione era lì, a pochi passi da casa dei miei nonni. Bastava uscire, fare un pezzetto di portici e il viale e si era subito lì. Senza entrare, passando sulla sinistra dove c'era il parcheggio dei ferrovieri, si raggiungeva il primo binario, dove una accogliente panchina sotto un albero, e una provvidenziale fontanella d'acqua per calmare la sete, permettevano di osservare il va e vieni dei convogli, oltre che qualche diesel o locomotore in manovra. Ma attorno alla città vi erano altri punti dove appostarsi...Con una breve corsetta in macchina, mamma e papà mi portavano ai passaggi a livello del quartiere Cristo, in attesa -da decenni- di essere sostituiti da un fondamentale sottopassaggio che eliminasse le interminabili code, a farsi "chiudere in mezzo", in quella striscia di asfalto che separava le linee per Bologna e Genova da una parte, e quelle per Acqui e Ovada dall'altra, in modo da poter assistere comodamente al passaggio di treni passeggeri e merci nelle tiepide sere d'estate, correndo da una parte all'altra a ogni "din din" che annunciava l'abbassarsi delle sbarre fino al passaggio del "Bari-Lecce", intorno alle nove di sera: passato quell' espresso lunghissimo, con cuccette e curiosi carri pieni di auto che portava tante persone verso luoghi per me misteriosi e lontani, era ora di ritornare a casa e andare a dormire.


  Questo mio interesse per le ferrovie non è mai venuto meno, anzi è "peggiorato" se possibile con il raggiungimento della maggiore età. La passione per i viaggi è sempre stata forte in me, e stante il mio rifiuto quasi patologico di utilizzare l'automobile (pur avendo la patente), mi sono trovato "costretto" a fare di necessità virtù, raggiungendo le mie mete in treno e modulando perciò i miei giri turistici sulla base della disponibilità di collegamenti per via ferrata. Non che questo mi sia mai dispiaciuto, anzi! Talvolta mi diverto a "prenderla lunga" per il gusto di esplorare nuove linee ferroviarie, come nella Pasqua del 2005 che ho trascorso a Napoli. Viaggio di andata: Alessandria-Bologna-Firenze-Roma Termini, poi lentissimo regionale Roma Termini-Frosinone-Cassino-Caserta-Napoli. Per il ritorno, Napoli-Caserta-Benevento-Foggia-Barletta e poi Barletta-Pescara-Ancona-Rimini-Bologna-Alessandria. Totale, circa 10 ore all'andata e circa 12 ore al ritorno. Lo so, non sono mai stato molto normale.

La stazione di Lubecca (Germania) nella luce del tramonto invernale







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