domenica 3 febbraio 2013

Una giornata attorno al Wendelstein

Stazione di Innsbruck Hbf: comincia il mio viaggio sul regionale per  Rosenheim

Il regionale da Innsbruck a Rosenheim rallenta silenziosamente e mi deposita alla stazione di Brannenburg. Sono già in Germania, il passaggio del confine è avvenuto senza che me ne accorgessi. Il treno, simile al nostro Minuetto, ha raccolto durante il tragitto numerose persone, giovani e meno giovani, munite di zaino o di bicicletta, che sono poi discese alla loro stazione di destinazione per effettuare escursioni lungo i sentieri e le piste ciclabili circostanti. Appena fuori dalla stazione, davanti a me un cartello inequivocabile mi indica la direzione per la Zahnradbahn (Ferrovia a cremagliera) del Wendelstein. 

Per arrivare alla partenza della cremagliera c'è da camminare una mezz'oretta, completamente in piano, prima attraverso il paese  e poi in mezzo al verde tra graziose villette sullo stile delle nostre baite di montagna. Seguo la mappa che mi son stampato su Google giusto per evitare di perdere tempo inutilmente con qualche deviazione, ma il cartello che indica la cremagliera è quasi sempre nei punti strategici per evitare di sbagliarsi. Arrivo alla stazione, un paio di persone davanti a me, biglietto Kombi-Ticket che mi permette di fare la traversata treno + funivia dall'altra parte. Costa sui 24 euro, non pochi in verità...speriamo che ne valga la pena! 

Pronti alla partenza!


Il trenino è spartano, due carrozze che si riempiono quasi del tutto. Una partenza all'ora, dalle 9 alle 16.Dai 500 metri di Brannenburg ai 1723 dell'arrivo in circa mezz'ora, due fermate intermedie a richiesta lungo il percorso. Dopo un breve tratto ancora in piano, rallentamento, si aggancia la ruota dentata della cremagliera e si comincia un'ascesa costante e tenace, prima al riparo del bosco, poi allo scoperto.


Panorama in ascesa


I finestrini sono apribili (alleluja! Niente riflessi sul vetro) e la velocità non elevatissima permette di godersi il viaggio. Si sta abbastanza bene, anche se salendo comincia a fare freschino...Il paesaggio si fa pian piano più spoglio, qualcuno scende in una delle stazioni intermedie, si sistema lo zaino, allunga i bastoncini telescopici e comincia a scarpinare...
Quasi arrivati....





Una, due gallerie, non molto lunghe, larghe appena quanto basta per far passare il treno, se ti sporgi con una mano tocchi la nuda roccia. D'altronde ha quasi 100 anni: è la prima ferrovia a cremagliera delle alpi tedesche, costruita tra il 1910 e il 1912. Manco a dirlo, locomotiva e vagoni originari sono conservati perfettamente intatti ed utilizzati per uscite "particolari" in estate per turisti e appassionati, combinate con menù tipici per il pranzo. Sul sito internet (cliccando su International si può accedere anche a una pagina in italiano) e sui depliant queste iniziative sono debitamente segnalate, anno per anno, e credo che abbiano un buon successo...

Ultima curva, ci infiliamo in una galleria e il treno si ferma. La stazione è sotterranea. Un solo binario, non serve di più, il trenino fa "la spola", il tempo di scaricare le due vetture, di riempirle con chi ha deciso di scendere e si riparte. Io mi faccio largo tra gli altri ed esco a riveder le stelle.

Panorama verso le alpi tedesche
 Aria frizzantina ma piacevole, e la vista spazia sulle verdi vallate sottostanti e sulle cime delle alpi bavaresi ancora ammantate di neve. Attorno a me un discreto numero di persone. Chi fotografa, chi si avventura sui sentieri attorno alla cima, chi inizia a scendere nel canalone innevato. Altri hanno appena preso dal ristorante salsiccione con patate e media di weizen e mangiano di gusto all'aperto. Mi lascio prendere dalla gola, per cui scatto qualche foto del panorama e della chiesetta aggrappata alla roccia e mi adeguo alle usanze locali. Dieci minuti dopo sorseggio anche io birra fresca e divoro un bratwurst rinchiuso nella mia giacca a vento. Ho voluto fare il "crucco" sino in fondo ma quando si solleva l'aria mi maledico per averlo fatto, a differenza degli escursionisti attorno a me che proseguono ininterrottamente a roteare le mandibole e sollevare boccali di birra senza avvertire in apparenza le folate di aria gelida che spazzano il belvedere...
Vista dal belvedere verso la chiesetta, la terrazza e l'immancabile ristorante
La sacra regola dell'italiano in trasferta all'estero recita: Quando sei all'estero mangia pure di tutto tranne a) la pastasciutta e b) il caffè. Se per quanto riguarda il punto a) non ci sono problemi, in questo caso mi vedo costretto dal freddo a contravvenire al punto b). E la punizione arriva inevitabile: come previsto, mi arriva una brodaglia lunga dal costo spropositato (2 euro e 40, contro 2,80 di una birra piccola, sigh!). Anni che vado all'estero, giuro che ci ho provato in tutti i modi: "Ein espresso,bitte!", "Ein kleine kaffee,danke!" , "can you kindly give me un petit-peu de cafè à la italienne  et non la solita extramaldita brodaglia, por favor?" "si stu cazz'e cafè me lo fai più lungo di un dito do fuoco attè e a sta minch' e' ristorante!". Niente, nein, porca paletta. Quando va bene, tipo oggi,  l'espresso è un po' più lungo di un caffè lungo. Quando va male ti tocca sorbire l'equivalente di una mezza pinta di birra, solo che al posto della birra c'è mezza pinta di caffè. Che costa comunque sempre e invariabilmente poco meno di una birra piccola. Anzi, a tal punto a pensarci bene per scaldarsi ti converrebbe il tazzone.
Panorama dalla chiesa verso il ristorante e il belvedere


Torno fuori, salgo alla chiesetta (chiusa, la aprono solo per le funzioni religiose in estate, a quanto ho capito) e scatto ancora qualche foto nelle varie direzioni, poi mi dirigo verso la funivia. Ci sarebbe ancora qualcosa da visitare (una grotta scavata nella roccia, l'osservatorio astronomico un po' più in alto) ma il vento aumenta e mi dà un po' fastidio, preferisco tornare giù e proseguire il mio giro. 




Escursionisti in discesa dal canalone verso Brannenburg

La funivia, costruita sul finire degli anni Sessanta per poter aumentare il numero di turisti sul Wendelstein, poichè i treni non erano più sufficienti, è sul versante opposto rispetto alla cremagliera, in una decina di minuti scende verso i verdi prati. Mentre fotografo il panorama, ecco passare un trenino sotto di me... l'arrivo della funivia è poco oltre i binari.



Disceso dalla funivia, in pochi minuti raggiungo la fermata di Osterhofen. Un marciapiede, una pensilina modello autobus per ripararsi in caso di maltempo, la macchinetta -funzionante- per fare i biglietti per qualunque destinazione della Germania.

A pochi minuti a piedi dall'arrivo della funivia, ecco la stazioncina














Panorama verso il Wendelstein (in alto a sinistra)


Tempo pochi minuti ed ecco il mio treno La zona a sud di Monaco di Baviera è servita dalla compagnia BOB (ferrovie dell'Oberland Bavarese), con alcune diramazioni che portano ai laghi e ai monti nel sud della Germania. Il servizio è, anche in questo caso, di almeno un treno l'ora. E la frequenza del servizio è ovviamente un incentivo all'utilizzo del mezzo pubblico. Dal mio treno che ferma in tutti i paesini in direzione Monaco è un continuo salire e scendere di escursionisti, ciclisti, turisti vari.



La ferrovia per Monaco costeggia l' idilliaco Schliersee 

 Raggiungo Holzkirchen, nodo regionale di una certa importanza, e decido di "accorciare" il mio percorso: anzichè finire a Monaco di Baviera, prendo una altra linea regionale che "taglia" un po' il percorso e mi porta più verso sud, a Rosenheim. Il sistema delle coincidenze è perfetto. A ogni stazione da cui si diramano più linee è possibile, nell'arco di al massimo un quarto d'ora,prendere un treno in qualunque altra direzione.
A Rosenheim altro cambio, e treno per Innsbruck. La scomodità dei continui cambi è relativa: tendenzialmente il treno in coincidenza arriva sul binario a fianco, per cui è possibile prendere i treni quasi "al volo".


La piazza centrale della cittadina di Hall im Tirol
Decido nel frattempo di scendere nella cittadina di Hall im Tirol, una piacevole cittadina austriaca dal centro storico lindo e raccolto, dominato dalla catena montuosa detta Nordkette, che è poi la stessa che si vede da Innsbruck. Un'oretta è più che sufficiente per esplorare le viuzze, si torna in stazione e si riparte.









La "Nordkette" da una via di Hall im Tirol 



"Nachster Halt Innsbruck Hauptbahnhof, diese zug endet hier, bitte alles ausstiegen".  La voce del macchinista arriva attraverso l'impianto audio del treno. Prossima stazione Innsbruck, termine corsa del treno, per favore scendete tutti. E' circa da un anno che ho preso a viaggiare all'estero, sempre in zone germanofone, e la mia conoscenza della lingua è sempre poverissima. Ma almeno non è limitata solo più ai cognomi dei calciatori...due passi a piedi, albergo, doccia ed è già tempo per la cena in un ristorantino già collaudato, in pieno centro, a due passi dal celebre "tetto d'oro". Una birra fresca e un piattone di carne con patate. Il menù è anche in italiano, vista la presenza notevole di turisti, e questo mi evita di morire infilzato da una lisca di Forelle (trota) affilata come un coltello di ossidiana per i sacrifici aztechi. Il sole tramonta dietro la Nordkette. Torno lentamente in albergo, godendomi il fresco della sera. Sì, è stata proprio una bella giornata.

Gli ultimi raggi del sole sul Goldenes Dachl (Tetto d'Oro) di Innsbruck

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PS: chiudo con questa ultima meravigliosa foto della chiesetta del Wendelstein risalente all'inverno scorso, pubblicata da Repubblica l'anno scorso, in occasione del freddo polare che ha colpito l'Europa.Altre foto della chiesetta le trovate qui

(fonte: sito di Repubblica Viaggi)




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